Giulio Tamburrini
Originario di Atina, nella Valle di Comino (Fr) dove è nato il 13 dicembre 1930, dotato di una passione innata per le arti figurative, Giulio Tamburrini si trasferì appena tredicenne a Roma dove studio all’Accademia di San Giacomo e dove ha vissuto e operato sino alla morte avvenuta il 22 maggio 2007, nel pieno della sua attività artistica. Ma non ha mai scordato le prime esperienze nelle botteghe artigiane del suo paese, in quella del sellaio, del fabbro, del marmista: “da loro imparavo, quasi con il piacere del gioco, tutti gli artifizi, i trucchi del mestiere, i segreti della materia”, amava ricordare l'artista che per tutta la sua vita ha inseguito tenacemente i suoi sogni fatti cli luce e di poesia.  

Gli esordi dell’artista sono legati indissolubilmente all’arte della ceramica in cui egli concreto e perfeziono la sua vivace personalità inizialmente influenzata dalla poliedricità figurativa di Mazzacurati e aperta alle tendenze europee d’avanguardia. Nel 1964 ii Centro di Educazione artistica di Roma gli affidò la direzione di una scuola di ceramisti dove insegno per oltre trent’anni. Nello stesso anno tenne a Toronto la prima delle oltre cento mostre personali che gli diedero fama internazionale.  

Per l’insolita lucentezza e vividezza dei colori e per le forme innovative dei suoi vasi-scultura, Tamburrini è stato annoverato tra i migliori ceramisti del Novecento europeo.  

Dalla ceramica passo ben presto alla scultura in rame battuto, in bronzo, in argento e in terracotta patinata perfezionando tenacemente il suo modulo espressivo pieno di risonanze intellettive e arrivando ai vertici de|l’introspezione psicologica con i suoi graffiti policromi celebrati in tutto il mondo.  

Nel gennaio del 1980, al Café Flora di Parigi, fondò con Gabriele Aldo Bertozzi, Eugenio Piccini, Jean Paul Curtay e Laura Aga Rossi, l’l.N.l. (Internazionale Novatrice Infinitesimale), movimento che propugna il superamento di tutti i codici espressivi al fine di conquistare all'Arte una creatività assoluta e senza limiti.  

La partecipazione attiva all'INISMO di Tamburrini è stata intensa ma breve: ben presto torno alla sua ricerca rigorosa e solitaria di nuove forme di espressione e all'approfondimento delle sue tecniche.  

Nelle sue sculture polifoniche, nelle opere monumentali, negli spazi metafisici in cui si fa “sacerdote della luce evocata a vibrare messaggi alternativi alla morte”, si avverte una continua tensione volta a cogliere verità dietro le apparenze. Unici al mondo i suoi graffiti policromi in cui triangoli, trapezi, poligoni e sfere si sovrappongono dando, per trasparenza e per contrasto, la terza e la quarta dimensione.  

Le opere di Giulio Tamburrini si trovano nei musei di Boston, New York, Detroit, Toronto, Windsor Ontario, San Paolo, Buenos Aires, Monaco di Baviera; in Italia nei Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, nel Museo Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Verona, nell'Accademia di Romania a Roma.  

E’ autore dei volumi:
Intervista a Michelangelo, Roma,
1996 Specchi d’acqua, Roma 2003
II costo di Dio, Roma 2006  

ll suo archivio, consistente in schizzi di opere realizzate e da realizzare, in pensieri e appunti preparatori, in saggi storici e di critica d’arte, in oltre 200 fotografie delle sue creazioni, corrispondenza di lavoro, premi, diplomi e cataloghi delle sue mostre, è stato giudicato dal Ministero dei Beni Culturali, sezione Archivi, di notevole interesse per la storia artistica e culturale italiana del Novecento. Il riordinamento e l’inventariazione sono stati ultimati nel febbraio del 2010.


::SLMEDIA:NET::