STUDIO PLASTICO DEL MONUMENTO ALL’EMIGRANTE

La cara, vecchia, romantica valigia di cartone legata con una cinta a mo’ di zattera sul mare e, sopra, una Vela gonfia di vento...

Un paesaggio della memoria che richiama alla mente nostalgie, addii, speranze, oggetti cari come idoli domestici riposti nelle nicchie del cuore.

Scorci di mare e di terra che si allontana, di terra che si avvicina: l’una ben conosciuta e amata come parte della propria identità, l|’altra sconosciuta, promessa, come Canaan, da un dio spesso ingrato come il denaro.

A specchio di quel lembo della nostra memoria, vediamo scorrere tutti i giorni sotto i nostri occhi immagini di storie certo più: disperanti di quelle che ci appartenevano.
Come non riconoscere in coloro che una sorte amara traghetta ai nostri lidi, i fratelli dell’indigenza di un tempo?

IL nostro cuore va a chi ama gli stessi valori che ci guidarono per le vie del mondo per spingere un poco avanti la storia del progresso umano.

Per evocare tutto questo e altro ancora, ho creato uno studio plastico da passare in bronzo e pietra per un’altezza che va dai quattro metri in su, per una piazza della città o del paese che vorrà adottarlo.

Giulio Tamburrini 2004


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